In comunione con Cristo perche ci renda operatori di fraternità.

Il 14 Aprile 1996 la Famiglia Religiosa dell’Amore Misericordioso  ha voluto aprire ai laici la conoscenza del carisma  e della spiritualità dell’Amore Misericordioso. L’Associazione Laici dell’Amore Misericordioso è una comunità di Laici che secondo la loro vocazione specifica vivono e partecipano insieme alla Famiglia Religiosa il carisma e la spiritualità di Dio Amore Misericordioso trasmesso dalla Beata Madre Speranza. 

Il 21 e 22 ottobre 2017, in Collevalenza, presso la struttura di accoglienza delle Ancelle e dei Figli dell’Amore Misericordioso, ha avuto luogo l’Assemblea nazionale elettiva  dell’Associazione italiana dei laici.

L’apertura dell’Assemblea ha avuto inizio sabato 21 con la recita delle Lodi e con due catechesi svolte da Mons. Domenico Cancian, Fam, Vescovo di Città di Castello, e da Padre Ottavio Bianchini, Fam, Responsabile dell’attività di formazione.

Qui la catechesi di Mons. Domenico Cancian.

In comunione con Cristo e tra di noi per la missione della Famiglia dell’Amore misericordioso

  1. Il riferimento di base è all’Evangeli gaudium, specie ai numeri 84 e 97. Papa Francesco richiama all’urgenza dello sguardo di fede “capace di riconoscere la luce che sempre lo Spirito Santo diffonde in mezzo all’oscurità … capace di intravedere il vino in cui l’acqua può essere trasformata e a scoprire il grano che cresce in mezzo della zizzania”.
    La Madre Speranza lascia in eredità come primo dono la “fede viva” che ravviva la “speranza certa” e la “carità ardente”. Le tre virtù teologali sono l’impianto di base, il fondamento della vita cristiana.
    Queste ci tengono strettamente collegati con la gioia del Vangelo, con il Vangelo dell’Amore misericordioso. Ciò comporta una conversione permanente e totale della vita, tenendo fisso “nella mente e nel cuore” il Crocifisso.
    Il dono del battesimo è alla base della vita cristiana e quindi della vita consacrata e del laico Alam.
    Ciò comporta sia la dimensione personale che quella ecclesiale.
  1. La comunione con Cristo nello Spirito, come la vite e i tralci, comporta la comunione fraterna: “Amatevi come io vi ho amato” (Gv 13,34). È il comandamento-testamento di Gesù. Quel “Come Io”, significa che solo se Gesù viene ad abitare in me posso essere capace di amare come Lui ama.
    “Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto … Senza di me non potete far nulla” (cf Gv 15).
    Con la forza dello Spirito di Gesù possiamo mettere in atto le mille forme di amore cristiano che l’Inno della carità (cf 1Cor 13) descrive. Allora ogni gesto, dal più piccolo al più grande, esprime e incarna l’amore misericordioso, a partire dai fratelli vicini: famiglia, comunità parrocchiale, relazioni quotidiane con le persone.
  2. La comunione con Gesù e tra di noi è finalizzata alla missione, quella stessa di Gesù: portare il Vangelo ai poveri, guarire i malati e cacciare i demoni.
    Una missione a tutto campo: “Andate in tutto il mondo …” Madre Speranza specifica: in modo particolare verso i sacerdoti e i più poveri. Con lo stile di Gesù Amore misericordioso.
    Così siamo discepoli-missionari  del Vangelo di Gesù che è Amore e Misericordia (cf EG, nn 97. III. 120).

Antonella Mastrangeli, che ha presieduto  l’Associazione nel periodo 2014-2017, ha svolto una serie di riflessioni ed una approfondita verifica di come questa esperienza triennale abbia inciso nella vita di ciascuno. Volevamo e potevamo fare di più? Quanto abbiamo amato? abbiano servito, amato, la famiglia dei laici anche quando sembrava difficile, impossibile, si è domandata la coordinatrice ed ha poi ricordato quanto la Beata Madre Speranza scriveva: “Credo che Gesù, chiamandoci ad essere membri della famiglia dell’Amore Misericordioso, ci abbia detto: «desidero vederti correre nel cammino della santità con l’esercizio della carità e il sacrificio. Voglio che il povero trovi in te il conforto, il bisognoso l’aiuto e che mi conduca il povero peccatore che attendo per colmarlo delle mie carezze paterne. Digli di non temere per le offese che mi ha arrecato, perché il mio Cuore Misericordioso lo ha già perdonato e lo ama con infinito amore.” 

Se ripercorriamo velocemente ciò che abbiamo vissuto, possiamo sicuramente dire che è stato un triennio che, per complessità di eventi e per fervore associativo, è da registrare come uno dei più fecondi. Non vogliamo che sia un elenco freddo delle tante attività svolte, ma solo un aiuto per orientare meglio il nostro futuro e per saper leggere attentamente la grazia e l’intervento di Dio nel nostro presente.

Il cammino che abbiamo abbracciato – ha poi detto la Mastrangeli –  ci deve trovare attenti e sempre più consapevoli della coraggiosa scelta vocazionale, fondata e rimotivata su quattro aspetti fondamentali:

  1. la nostra identità: conoscere esistenzialmente “chi siamo” e “chi siamo chiamati ad essere”;
  2. la nostra appartenenza: avere coscienza di appartenere ad un carisma nel quale ci muoviamo ed esistiamo, camminando nella Chiesa e nelle nostre realtà con atteggiamento obbediente;
  3. la formazione: impegno iniziale e permanente per una scoperta sempre più chiara della propria vocazione, per crescere in una disponibilità sempre maggiore a incarnarla là dove siamo;
  4. il servizio: come risposta ai tanti bisogni presenti nelle nostre comunità, nella nostra famiglia, nel nostro contesto;
  5. la nostra identità: conoscere esistenzialmente “chi siamo” e “chi siamo chiamati ad essere”;
  6. la nostra appartenenza: avere coscienza di appartenere ad un carisma nel quale ci muoviamo ed esistiamo, camminando nella Chiesa e nelle nostre realtà con atteggiamento obbediente;
  7. la formazione: impegno iniziale e permanente per una scoperta sempre più chiara della propria vocazione, per crescere in una disponibilità sempre maggiore a incarnarla là dove siamo;
  8. il servizio: come risposta ai tanti bisogni presenti nelle nostre comunità, nella nostra famiglia, nel nostro contesto.

Crediamo fortemente che dobbiamo sviluppare la consapevolezza di un cristianesimo essenziale, vissuto nello spirito di servizio e in uno stile di misericordia …. É quanto dobbiamo cercare di ri-costruire. Va suggerito un percorso orientato a una sempre maggiore maturità della fede che si raggiunge sentendosi interpellati in prima persona in un lavoro di riflessione e confronto nel gruppo. Dobbiamo arrivare ad una più attenta integrazione fra vangelo e vita quotidiana, ad una forte generosità, a un maggiore senso della missione carismatica.  

Nuove sfide provengono, oggi:

  • dalla situazione delle comunità religiose e dal nuovo rapporto tra queste e i laici;
  • da un più forte senso d’insieme e di unità a cui è chiamata la Famiglia carismatica dell’Amore Misericordioso;
  • dalle nuove frontiere della missione;
  • dalle nuove situazioni di povertà da affrontare, sia nelle terre lontane che nel nostro occidente.

La presenza dei Laici nella Famiglia dell’Amore Misericordioso fa sperimentare la gioia che ci siano persone che si compromettono ad essere testimoni di Dio nell’ambito familiare, professionale, e lavorativo, con uno stile misericordioso, aiutando e animando altre persone a scoprire nella loro vita il Dio di tenerezza e fedeltà.                  
Vivere la vocazione laicale dell’Amore Misericordioso è entrare in una storia dove si intrecciano l’iniziativa di Dio e la risposta umana; è prendere parte a un dialogo di vita nel quale chiamata e risposta non sono episodi di un momento, ma esperienza permanente della “sequela” di Gesù.     

ELETTA LA NUOVA ‘EQUIPE  ALAM  ITALIA.

La Nuova ‘equipe nazionale Italia per il triennio 2018, 19. 20 dopo le operazioni di voto risulta così costituita:

Coordinatrice: Antonella Mastrangeli (Spinaceto-Roma);

Segretario: Massimo Appolonio(San Vito al Tagliamento);

Economo: Roberto Reali (Spinaceto-Roma);

1° Consigliere: Daniela De Stefani (Mantova);

2° Consigliere: Claudio Luciani .