Radio Vaticana – 22 settembre 2015  

Sono circa 30 milioni gli italiani che dall’unità d’Italia sono emigrati all’estero. Storie di sofferenze ma anche di riscatto. Ieri sera all’ambasciata d’Italia presso la Santa Sede è stato presentato il Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel mondo, un volume che delinea tutte le caratteristiche di questo fenomeno. Alessandro Guarasci:

In tanti Paesi del mondo scorre sangue italiano. Si calcola infatti che sono più di 80 milioni gli oriundi. I loro progenitori scappavano dalla miseria dell’Italia dell’800 e di buona parte del ‘900. Un’eredità, una storia che troppo spesso molti italiani oggi hanno dimenticato quando dicono “no” a chi fugge da fame e guerre in Africa o in Medio Oriente. La curatrice del Dizionario Tiziana Grassi.

“Tendiamo forse a dimenticare, perché siamo arrivati a Ellis Island, abbiamo subito la quarantena, abbiamo subito le terze classi, le umiliazioni, stereotipi, pregiudizi, razzismo. E forse c’è una rimozione: in qualche modo anche comprensibile. Ma dobbiamo fare uno sforzo. Questo è il momento, questa è la grande sfida che noi abbiamo per diventare persone migliori e accogliere chi viene da noi in cerca di una vita migliore”.

Le migrazioni sono un fenomeno complesso, e non possiamo affrontarlo con le armi della demagogia politica. Mons. Guerino Di Tora, presidente della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei:

  1. – Nessuno immagina di poter fermare un fenomeno epocale qual’è quello dell’emigrazione. Egualmente, però, è un fenomeno che dev’essere governato, che va gestito e quindi vanno evidenziate anche tutte quelle realtà e quegli aspetti che rappresentano una valenza positiva.
  1. – Lei è deluso dell’atteggiamento della comunità internazionale per risolvere la situazione in Libia e in Siria, che sono i luoghi dai quali partono i migranti?
  2. – Certamente: penso che siano quei luoghi dove si deve poter lavorare molto di più a livello internazionale. Sono fenomeni e realtà che non psosono essere gestiti a livello locale, ma che richiedono questo impegno internazionale sul quale io ritengo ci voglia un impegno sollecito da parte dell’Onu, delle forze internazionali, proprio per poter prevenire maggiormente questo fenomeno di migrazioni, che altrimenti diventerà qualcosa di ingovernabile”.