Un antico insegnante di teologia pastorale (antico solo perché antichi sono i miei studi) amava ripetere che era importante sostituire il parroco ogni tot anni, indicati molto bene dal CjC, per un motivo molto pastorale: Infatti oltre i 9/10 anni il parroco rischia di prendersi i difetti dei parrocchiani e i parrocchiani quelli del parroco. Diceva inoltre che arrivato in parrocchia, il parroco, ma come lui anche il Vescovo arrivato in Diocesi, deve attendere 3 anni prima di agire. Il primo lo dedica ad osservare, a raccogliere sensazioni, stabilire rapporti di amicizia con tutti, sforzandosi di conoscere al meglio possibile la sua gente. Il Vescovo si impegnerà a conoscere bene i suoi preti, saranno poi i preti (longa mano) a condurlo verso la gente. Il secondo anno bisognerà iniziare a progettare secondo le informazioni acquisite e a pensare ai vari compiti da affidare al momento giusto alla persona giusta. E il terso anno? Il terzo si lavora, il parroco ha preparato un humus adatto per cominciare a seminare la Parola e questo si farà da ora in poi. Sono appunto trascorsi due anni e mezzo dall’arrivo del nuovo parroco in questa “manciata” di cristiani e l’ora è arrivata per iniziare a lavorare con organizzazione e sistematicità. Premettiamo però un’apertura all’imprevedibile e una disponibilità al fallimento, accompagnando ogni nostra scelta con la preghiera e il sacrificio. L’ultimo atto di questo cammino è stata la costituzione del Consiglio per gli Affari Economici e del Consiglio pastorale unificato, costituito da 12 laici più il parroco. I fedeli laici sono stati chiamati personalmente, due per ogni comunità, e in da rappresentare anche le diverse categorie, soprattutto quelle dell’età e dei vari gruppi esistenti. Si sono costituite 4 Commissioni di 3 membri ciascuno secondo i settori classici della pastorale: Catechesi, Carità, Liturgia, più una Commissione economica che costituisce il CAE. Riunite dal parroco le varie commissioni hanno suggerito attività in ogni campo della vita parrocchiale. Infine il parroco ha stilato il piano pastorale che in questi giorni è stato nuovamente approvato dal Consiglio e spalmato lungo tutto l’anno liturgico e tutto l’anno solare. Aldilà delle singole iniziative sarà premura di tutti contribuire affinché questa popolazione, così geograficamente frazionata possa sentirsi una unica comunità. Questo non tanto per una facilitazione del lavoro, ma prima di tutto per realizzare la preghiera di Gesù: “Padre fa che siano uno, perché il mondo creda”.