“Uomini di Galilea, perché state guardando il cielo? Questo Gesù che è stato assunto in cielo tornerà un giorno allo stesso modo” – Così abbiamo ascoltato nella prima lettura di questa festa che chiamiamo Ascensione per indicare la gloria e non una lontananza. Da quel giorno, il rapporto con Cristo avviene in modi e con mezzi diversi dal vedere, udire, toccare..

            Questo non vuol dire che Lui non c’è più. La sua è una presenza nuova, ma non meno reale. E il Vangelo ci dice: “andate in tutto il mondo e testimoniate il Vangelo ad ogni creatura”.

            Allora, il cielo sono gli altri, il cielo sono i nostri fratelli, e ogni mano che si apre verso di loro è una mano che tocca il cielo. E’ su questa strada che noi incontriamo Gesù, e non “guardando il cielo”. Per trovare Dio bisogna cercare le persone e proprio in queste persone servo e amo Dio, qualsiasi esse siano e nella mia testimonianza rendo visibile e manifesta l’immagine di Cristo.

            Ognuno di noi è chiamato dal Signore ad andare verso coloro che cercano la pace e la riconciliazione, a coloro che soffrono, a chi conosce la fame e la sete, a chi è privato dei diritti e della dignità, a coloro che amano la giustizia, che seminano la speranza e che condividono i frutti della Provvidenza. Donare e condividere, senza renderci schiavi delle cose, del successo e delle persone. Operare perché scompaiano le discriminazioni, i razzismi, i ghetti, i privilegi. Eliminare tutto ciò che non rende migliore il cuore dell’uomo e non promuove verità e giustizia. Cristo, asceso al cielo, è e rimane sempre con noi, nel volto e nel cuore dei nostri fratelli.

 

IL PIANO

  • Durante l’Ascensione, Gesù gettò un’occhiata verso la terra che stava piombando nell’oscurità. Soltanto alcune piccole luci brillavano timidamente sulla città di Gerusalemme.
  • L’Arcangelo Gabriele, che era venuto ad accogliere Gesù, gli domandò: “Signore, che cosa sono quelle piccole luci?”. “Sono i miei discepoli in preghiera, radunati intorno a mia madre. E il mio piano, appena rientrato in cielo, è di inviare loro il mio Spirito, perché quelle fiaccole tremolanti diventino un incendio sempre vivo che infiammi d’amore, poco a poco, tutti i popoli della terra!”.
  • L’Arcangelo Gabriele osò replicare: “E che farai, Signore, se questo piano non riesce?”.
  • Dopo un istante di silenzio, il Signore gli rispose dolcemente: “Ma Io non ho un altro piano…”.
  • Tu sei una piccola fiaccola tremolante nell’immensità della notte. Ma fai parte del piano di Dio. E sei indispensabile. Perché non ci sono altri piani.