di Adriano Torti, Avvenire – 18 gennaio 2016

Il disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili e sulla stepchild adoption è “una distrazione grave e irresponsabile” rispetto “ai veri problemi dell’Italia” e la manifestazione prevista il 30 gennaio a Roma è “condivisibile”. La voce del cardinale Angelo Bagnasco si è levata alta e netta nel giorno tradizionalmente dedicato ai migranti ed ai rifugiati.
Al termine della Messa celebrata nella cattedrale di San Lorenzo a Genova con le comunità dei migranti, il cardinale ha precisato che il Family Day che si svolgerà a Roma il 30 gennaio “è una iniziativa dei laici, con la loro responsabilità, come il Concilio Vaticano II ricorda”, ed è “condivisibile”. In particolare, ha precisato, l’obiettivo della manifestazione “è decisamente buono perché la famiglia è il fondamento di tutta la società” dal momento che “la famiglia non può essere uguagliata da nessun’altra istituzione o situazione”.
“La difesa della famiglia, la promozione della famiglia e l’invocazione di sostegni reali – che fino ad adesso sembra che non ci siano – dovrebbe essere voce unitaria di tutto il Paese, di tutte le famiglie italiane, anche in modo diversificato, ma l’obiettivo è assolutamente necessario perché le politiche familiari sono piccolissime”. Parlando del disegno di legge Cirinnà, ha continuato il cardinale, “ci sono diverse considerazioni da fare ma la più importante è che mi sembra una grande distrazione da parte del Parlamento rispetto ai veri problemi dell’Italia: creare posti di lavoro, dare sicurezza sociale, ristabilire il welfare”.
“Noi – ha proseguito – vediamo nelle nostre parrocchie una grandissima coda di disoccupati, inoccupati, di gente disperata che non sa come portare avanti giorno per giorno la propria famiglia”. “Di fronte a questa situazione – ha concluso – tanto accanimento su determinati punti che impegnano il governo e lo mettono in continua fibrillazione mi pare che sia una distrazione grave e irresponsabile”. Al termine della celebrazione che si è svolta in San Lorenzo, il cardinale ha anche invitato ad “alzare muri di bontà contro tutti quei muri che vorrebbero, dividere, schiacciare, separare, isolare”. Si tratta, ha spiegato, di “una immagine volutamente provocatoria, o quasi contraddittoria, ma che può essere in qualche modo eloquente perché i muri e le catene di pace di bontà sono quelli che si aprono convintamente ad accogliere chi ha bisogno nel rispetto naturalmente di tutti e nella sicurezza generale”.