Ieri sera sono rientrato dal Viaggio apostolico in Mozambico, Madagascar e Mauritius. Ringrazio Dio che mi ha concesso di compiere questo itinerario come pellegrino di pace e di speranza, e rinnovo l’espressione della mia gratitudine alle rispettive Autorità di questi Stati, come pure agli Episcopati, che mi hanno invitato e accolto con tanto affetto e tanta premura, e i Nunzi Apostolici, che tanto hanno lavorato per questo viaggio.

La speranza del mondo è Cristo, e il suo Vangelo è il più potente lievito di fraternità, di libertà, di giustizia e di pace per tutti i popoli. Ho incoraggiato in tal senso le Autorità del Paese, esortandole a lavorare insieme per il bene comune. Ai vescovi, ai sacerdoti e alle persone consacrate, che ho incontrato nella Cattedrale di Maputo, intitolata alla Vergine Immacolata, ho proposto la via di Nazareth, la via del “sì” generoso a Dio, nella memoria grata della sua chiamata e delle proprie origini. Un segno forte di questa presenza evangelica è l’Ospedale di Zimpeto, alla periferia della capitale, realizzato con l’impegno della Comunità di Sant’Egidio. Il direttore di quell’ospedale è una donna, ricercatrice, una brava donna, ricercatrice sull’AIDS. La mia visita in Mozambico è culminata nella Messa, celebrata nello Stadio sotto la pioggia, ma tutti eravamo felici. I canti, le danze religiose… tanta felicità. Da Maputo mi sono trasferito ad Antananarivo, capitale del Madagascar. Tutto animato dal Vangelo. Con i Vescovi del Paese abbiamo rinnovato l’impegno di essere “seminatori di pace e di speranza”, prendendoci cura del popolo di Dio, specialmente dei poveri, e dei nostri presbiteri. Con i giovani, molto numerosi – tanti giovani in quella veglia, ma tanti, tanti –, ho vissuto una veglia ricca di testimonianze, di canti e di danze.

Ad Antananarivo si è celebrata l’Eucaristia domenicale nel grande “Campo diocesano”: grandi folle si sono radunate intorno al Signore Gesù. Un incontro nel segno della lode a Dio.

La giornata di lunedì è stata dedicata alla visita alla Repubblica di Mauritius, nota meta turistica, ma che ho scelto come luogo di integrazione tra diverse etnie e culture. Infatti, nel corso degli ultimi due secoli, a quell’arcipelago sono approdate diverse popolazioni, specialmente dall’India; e dopo l’indipendenza ha conosciuto un forte sviluppo economico e sociale. Lì è forte il dialogo interreligioso, e anche l’amicizia tra i capi delle diverse confessioni religiose. La santa Messa a Mauritius è stata celebrata presso il Monumento di Maria Regina della Pace, in memoria del Beato Jacques-Désiré Laval, detto “apostolo dell’unità mauriziana”. Il Vangelo delle Beatitudini, carta d’identità dei discepoli di Cristo, in quel contesto è antidoto contro la tentazione di un benessere egoistico e discriminatorio.

Prima di iniziare un viaggio e al rientro, vado sempre dalla Madonna, dalla Salus Populi Romani, perché sia lei ad accompagnarmi nel viaggio, come Madre, a dirmi cosa devo fare, a custodire le mie parole, i miei gesti. Cari fratelli e sorelle, rendiamo grazie a Dio e chiediamogli che i semi gettati in questo viaggio apostolico portino frutti abbondanti per i popoli di Mozambico, Madagascar e Mauritius.