Proseguiamo la catechesi sulla preghiera – ha detto Papa Francesco in apertura della catechesi – meditando sul mistero della Creazione. La vita, il semplice fatto che esistiamo, apre il cuore dell’uomo alla preghiera.

La prima pagina della Bibbia assomiglia ad un grande inno di ringraziamento. Il racconto della Creazione è ritmato da ritornelli, dove viene continuamente ribadita la bontà e la bellezza di ogni cosa che esiste. Dio, con la sua parola, chiama alla vita, ed ogni cosa accede all’esistenza. Cosa buona, ma anche bella: si vede la bellezza di tutto il Creato!

La bellezza e il mistero della Creazione generano nel cuore dell’uomo il primo moto che suscita la preghiera (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 2566). Un essere piccolo che nasce, muore, oggi c’è e domani non c’è, è l’unico consapevole di questa bellezza. Noi siamo consapevoli di questa bellezza!

La preghiera dell’uomo è strettamente legata con il sentimento dello stupore. La grandezza dell’uomo è infinitesimale se rapportata alle dimensioni dell’universo. Le sue più grandi conquiste sembrano ben poca cosa… Però l’uomo non è nulla. Nella preghiera si afferma prepotente un sentimento di misericordia. Il Salmo afferma che siamo fatti poco meno di un Dio, di gloria e di onore siamo coronati (cfr 8,6). La relazione con Dio è la grandezza dell’uomo: la sua intronizzazione. Questa esperienza è forse alla base della prima pagina della Bibbia.

Quando viene redatto il grande racconto biblico della Creazione, il popolo d’Israele non sta attraversando dei giorni felici. Non c’era più patria, né tempio, né vita sociale e religiosa, nulla.

Eppure, proprio partendo dal grande racconto della Creazione, qualcuno comincia a ritrovare motivi di ringraziamento, a lodare Dio per l’esistenza. La preghiera è la prima forza della speranza. Io direi che la preghiera apre la porta alla speranza. La speranza c’è, ma con la mia preghiera apro la porta. Gli uomini e le donne che pregano sanno che la speranza è più forte dello scoraggiamento. Gli uomini e le donne di preghiera portano riflessi sul volto bagliori di luce: perché, anche nei giorni più bui, il sole non smette di illuminarli. La preghiera ti illumina: ti illumina l’anima, ti illumina il cuore e ti illumina il viso. Anche nei tempi più bui, anche nei tempi di maggior dolore.

Tutti siamo portatori di gioia. Lodiamo Dio, contenti semplicemente di esistere. È necessario sentire quella inquietudine del cuore che porta a ringraziare e a lodare Dio. Siamo i figli del grande Re, del Creatore, capaci di leggere la sua firma in tutto il creato; quel creato che oggi noi non custodiamo, ma in quel creato c’è la firma di Dio che lo ha fatto per amore. Il Signore ci faccia capire sempre più profondamente questo e ci porti a dire “grazie”: e quel “grazie” è una bella preghiera.