di p. Raffaele Pavesi

pimemilano.com – Phrae, Thailandia – 14 marzo 2016  

Cari amici,

Quest’anno la mia sosta di riflessione e condivisione con voi si concentra sulla misericordia. Ogni uomo e’ un povero uomo e ogni prete e’ un povero prete. Senza la misericordia di Dio, che ci ha toccato e raggiunto nell’umanita’ di Gesu’, ciascuno di noi rimarrebbe privo dell’esperienza piu’ bella della nostra fede, che e’ quella di essere perdonato, e dell’esperienza piu’ difficile, che e’ quella di esercitarsi a perdonare.

“Fate questo in memoria di me” ci dice Gesu’ in ogni Eucaristia. Perdonate, come ho fatto io sulla Croce; date la vostra vita come io l’ho data a voi.

Mi chiedo allora, alla vigilia della Pasqua: “ci sono fatti di misericordia che il Signore mi ha fatto accadere, da dicembre a oggi? Dove posso dire di aver incontrato e vissuto la misericordia del Signore in carne ed ossa, e dove invece sento di esserne ancora lontano?”

La prima persona che mi viene in mente a proposito di misericordia e’ Min, una ragazza di 14 anni, ospite da diversi anni del Centro S.Giuseppe per disabili fisici di Phrae. Min e’ sempre alla ricerca di attenzione e di affetto: figlia di genitori separati e divorziati, vive lontana da entrambi, sia dalla mamma, “donna in carriera” che sta a Bangkok e non ha molto tempo per la figlia, sia dal papa’, alcolizzato. Min e’ divisa fra una coppia di zii materni, che la vorrebbe con se’ e la vizia, e dall’altra parte una zia paterna, che si occupa delle spese, la viene a trovare e la segue. Quanta pazienza per capire quello che Min dice…e’ quasi impossibile capire, se non hai un orecchio attento ai suoni della lingua thai, un po’ di intuizione, e una ragazza amica che traduce. Min e’ sempre alla ricerca di attenzione, e, quando non la trova…tiene diverse persone in “scacco matto”, parla in modo ancor piu’ incomprensibile , oppure tiene tutto dentro. Il seguire Min, le sue parole pronunciate a fatica, e soprattutto la sua situazione familiare cosi’ complicata, e’ stata una delle fatiche piu’ grandi dell’anno appena trascorso. Per fortuna ci siamo imposti con la famiglia, e Min sta concludendo con frutto la sesta elementare al Centro. Chi si occupera’ di Min durante l’adolescenza? Chi sara’ fermo con i suoi alti e bassi, con i suoi capricci da adolescente, con le sue richieste di attenzione e di affetto? La famiglia da parte della mamma ha deciso di portarla con se’, nella provincia di Saraburi; speriamo che Min trovi qualche familiare che la segua, amici che la accettino, insegnanti che siano pazienti con lei…come e’ stato nei 6 anni passati al S.Joseph’s.

In secondo luogo, ripercorrendo in preparazione alla Pasqua le opere di misericordia, il mio pensiero corre a Phonciai. Giovane di tribu’ akha, 23 anni, lo conosco da quando aveva 14 anni. Dopo la terza media era venuto a chiedere aiuto, forse desiderava un posto dove andare a studiare, una borsa di studio. Purtroppo le richieste erano tante, e a Mae Suay non eravamo stati in grado di aiutarlo. Phonciai ha tentato la strada dell’andare a studiare da solo, in una scuola della Thailandia centrale. Sfortunatamente non e’ riuscito a terminare gli studi, per problemi di disciplina; poi ha iniziato esperienze di lavoro a Bangkok, alternando momenti di “sballo” a momenti seri e di riavvicinamento alla famiglia. Sembrava sarebbe venuto a lavorare come aiuto agricoltore, nel centro agricolo di Huay Nam Yen; che stesse conoscendo una ragazza, che avrebbe messo la testa a posto…poi, poco prima della mia partenza da Mae Suay, la doccia fredda: arresto per detenzione/spaccio di droga.

Dopo alcuni mesi dalla mia partenza da Mae Suay, ho scritto una lettera a Phonciai in carcere. Mi ha risposto, con mio grande stupore e grande gioia. Si sta ravvedendo; sta cercando di vivere il lungo tempo che gli rimane ancora “dentro” per continuare gli studi, lavorare, approfittare delle occasioni che gli sono presentate-anche se dietro le sbarre- nel modo migliore possibile. Nelle lettere Phonciai fa riferimento a Dio, e chiede un libro che lo aiuti a capire meglio cosa succede fuori, la vita che cambia, la sua vita.

Prego il Signore che lo accompagni, perdoni i suoi peccati e anche i miei e dell’altro sacerdote (forse, se l’avessimo aiutato dopo la terza media…). Gli faccia incontrare dei buoni compagni di strada, un buon ladrone, anche in carcere.

Questi sono i fatti di misericordia che mi vengono in mente, in questa Pasqua. Vi ringrazio per l’amicizia, il vostro sostegno spirituale e materiale, sia alla missione di Mae Suay, dove ho vissuto per otto anni, che al Centro S.Giuseppe di Phrae per bambini e ragazzi disabili dove mi trovo ora.

Ci doni il Signore Gesu’, in questa Pasqua, l’esperienza della sua misericordia.

Auguri!!

p. Raffaele Pavesi