Sede della FAO, Roma  –  Giovedì, 14 febbraio 201

DISCORSO di PAPA FRANCESCO
AI PARTECIPANTI ALLA CERIMONIA DI APERTURA
 

Signor Presidente dell’Ifad,
Signori Capi di Stato,
Signor Presidente del Consiglio dei Ministri d’Italia,
Signori Ministri,
Signori Delegati e Rappresentanti Permanenti degli Stati membri,
Signore e Signori

Ho accettato con piacere l’invito che lei, signor Presidente, mi ha rivolto a nome del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (Ifad), per la cerimonia di apertura della quarantaduesima sessione del Consiglio dei Governatori di questa Organizzazione intergovernativa.

La mia presenza desidera portare in questa Sede gli aneliti e i bisogni della moltitudine di nostri fratelli che soffrono nel mondo. A tal fine, è necessario l’aiuto della comunità internazionale, della società civile e di quanti possiedono risorse. Le responsabilità non si evadono, passandosele l’uno l’altro, ma vanno assunte per offrire soluzioni concrete e reali. La Santa Sede ha sempre incoraggiato gli sforzi compiuti dalle agenzie internazionali per affrontare la povertà. Già nel dicembre del 1964 san Paolo VI chiese a Bombay (India) e poi ripropose in altre circostanze, la creazione di un Fondo mondiale per combattere la miseria e dare un impulso decisivo alla promozione integrale delle zone più impoverite dell’umanità (cfr. Discorso ai partecipanti alla Conferenza Mondiale sull’Alimentazione, 9 novembre 1974).

La 42a sessione del Consiglio dei Governatori dell’Ifad continua in questa logica e ha dinanzi a sé un lavoro affascinante e cruciale: creare possibilità inedite, fugare ogni titubanza e mettere ciascun popolo in condizione di affrontare i bisogni che lo affliggono. La comunità internazionale, che ha elaborato l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, deve compiere ulteriori passi per il conseguimento reale dei 17 obiettivi che la compongono. A tale proposito, l’apporto dell’Ifad risulta imprescindibile per poter conseguire i primi due obiettivi dell’agenda, quelli riferiti allo sradicamento della povertà, alla lotta contro la fame e alla promozione della sovranità alimentare. Inoltre, l’esodo dalla campagna alla città è una tendenza globale che non possiamo ignorare nelle nostre considerazioni.

Esorto quanti hanno responsabilità nelle nazioni e negli organismi intergovernativi, come pure quanti possono contribuire dal settore pubblico e privato, a sviluppare i canali necessari affinché si possano mettere in atto le misure adeguate nelle regioni rurali della terra, perché possano essere artefici responsabili della loro produzione e del loro progresso.

I problemi che al momento presente segnano negativamente il destino di molti nostri fratelli non si potranno risolvere in modo isolato, occasionale o effimero. Un cammino che deve tradursi sempre nel miglioramento delle condizioni di vita delle persone più bisognose.

Infine, condivido con voi alcune riflessioni più specifiche riguardo alla tematica «Innovazioni e iniziative imprenditoriali nel mondo rurale», che guida questa sessione del Consiglio dei Governatori dell’Ifad. Bisogna puntare sull’innovazione, sulla capacità imprenditoriale, sul protagonismo degli attori locali e sull’efficienza dei processi produttivi, per ottenere la trasformazione rurale, al fine di sradicare la denutrizione e sviluppare in modo sostenibile l’ambito agricolo. Del resto, le nuove tecnologie non devono contrapporsi alle culture locali e alle conoscenze tradizionali, ma integrarle e agire in sinergia con esse.

Incoraggio tutti voi, qui presenti, e quanti lavorano abitualmente nel Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, affinché i vostri lavori, preoccupazioni e deliberazioni vadano a beneficio di quanti sono scartati — in questa cultura dello scarto — e a beneficio delle vittime dell’indifferenza e dell’egoismo; e che così possiamo vedere la sconfitta totale della fame e un copioso raccolto di giustizia e di prosperità.