Il Buon Pastore è colui che guida il suo gregge sui sentieri della pace e non della guerra, che libera il gregge dall’oppressione verso la vera libertà, non imponendogli un nuovo giogo. Il Buon Pastore è colui che offre la sua vita andando in prima linea, non mandando gli altri, è uno che si mette davanti alle pecore e nessuno le può raggiungere senza passare attraverso il suo essere. È colui che si compromette di persona. L’unità del gregge, anzi anche una sola pecora è per lui importante e anche per questa sola offre la vita. Questo è l’amore vero: dare la vita per la salvezza dell’altro.

L’atteggiamento del mercenario è salvare se stesso; l’atteggiamento del buon pastore è offrire la sua vita per le pecore. Questo è l’esempio di Gesù Cristo, seguito da tanti esempi nella storia: dai papi Santi agli umili sacerdoti che in nome di Cristo incontrano i fedeli alle periferie geografiche ed esistenziali.

Nella Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni ricordiamo e favoriamo i chiamati ai ministeri di servizio nella Chiesa cattolica, in particolare quello presbiterale.

Senza preti che ci donino i sacramenti, impartiscano il perdono dei peccati e ci aiutino a condividere la vita, l’insegnamento e l’Eucaristia di Cristo, la Chiesa perderebbe il suo cuore pulsante.

È compito di ciascuno sentirsi partecipe, pregare e incoraggiare coloro che si sentono chiamati a rispondere con fiducia a Gesù. Ma è anche compito importante del popolo di Dio accompagnare, stimolare e sostenere quanti Cristo ha già scelto. È dovere di tutti. Anche per il proprio bene!

© Elledici – Torino 2014