di Mariapia Bonanate

Famiglia Cristiana – 10 novembre 2019

«Sui valori fondamentali dovremmo essere tutti uniti, al di là delle idee politiche», ha detto il cardinale Parolin  

Sperava Liliana Segre, e noi con lei, che l’istituzione di una Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni d’intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, da lei proposta e fortemente voluta, fosse votata all’unanimità. «Una cosa che parla di odio, senza categorie, di odio in generale, speravo che tutto il Senato, festante per questa cosa meravigliosa, avrebbe trovato una sintonia generale», ha commentato dopo il voto in Senato.

La Commissione è stata approvata con 151 voti favorevoli, nessuno contrario e 98 astensioni del centro destra che hanno gettato una pesante ombra e una diffusa preoccupazione. I fenomeni oggetto della mozione della senatrice dovrebbero essere al di là dalle appartenenze politiche, perché riguardano tutti. Come ha detto il cardinale Pietro Parolin: «Mi preoccupa nel senso che sui valori fondamentali dovremmo essere tutti uniti e convergere. Io penso che l’invito sia a riflettere sui valori fondamentali. Ci vogliono basi comuni. Poi naturalmente anche qui c’è il pericolo di politicizzare tutto ciò e dovremmo davvero uscire da questo».

Dobbiamo tutti, ma veramente tutti, una sconfinata riconoscenza alla senatrice Liliana Segre, che da più di trent’anni parla di libertà e di pace a migliaia di studenti, li invita a non perdere, loro che sono il nostro futuro, la memoria dei roghi dei lager nazisti. Che ha accettato la fatica ulteriore di andare in Senato per lavorare contro la violenza, l’odio, l’indifferenza, la banalità del male che dopo ottant’ anni si stanno nuovamente insinuando come un cancro nella società di oggi. E che riceve ogni giorno 200 irriferibili insulti online da parte di hater che lei ricambia con parole pacate: «Dopo un percorso interiore di 45 anni ho scoperto che non odiavo più coloro che mi hanno fatto del male. Per gli odiatori che oggi mi insultano, provo la stessa pena che ho provato per i ragazzi della Hitler-Jugend che ad Auschwitz mi insultavano e mi sputavano mentre la mattina, con 700 ragazze scheletrite, andavo al lavoro. Gli odiatori sprecano il loro tempo, che è un bene prezioso. La vita ha troppe cose belle per sprecarle a odiare». Grazie, Liliana Segre.