di Orsola Vetri

Famiglia Cristiana – 26 febbraio 2016   

Il paese ha passato sette mesi a parlare di una legge che ha a che fare con poche migliaia di persone: «Speriamo che adesso finalmente si possa mettere al centro dell’agenda della politica italiana la priorità di questo Paese, cioè il fatto che non abbiamo più fiducia nel futuro».

Appare amareggiato Gianluigi De Palo, presidente del Forum delle Associazioni familiari, all’indomani del voto e dell’approvazione del ddl Cirinnà sulle unioni civili.

«Il Forum, essendo cambiata in parte la legge, con lo stralcio del tema della step child adoption, sa benissimo che l’obiettivo è far passare il tema delle adozioni attraverso la magistratura. Ci rattrista il fatto che ancora una volta si è persa l’opportunità politica di fare una legge buona in questo Paese. Non c’è stato un dibattito serio, ma solo ideologico e nei salotti televisivi. Ed è mancato completamente l’apporto degli esperti, non sono state ascoltate le loro voci, non tanto dal punto di vista della costituzione ma delle adozioni dei bambini.

 

Una legge che non vi soddisfa?

«Sicuramente migliore di come era partita ma ha al suo interno una serie di premesse che spingerà i giudici di turno a intervenire per trovare una soluzione sulle adozioni. Inoltre, leggevo oggi che il ministro Orlando ha detto che adesso dobbiamo subito fare una legge sulle adozioni. Noi auspichiamo che i bambini vengano però messi davvero al centro come soggetti di diritto e non come oggetti di diritto».

 

Quali sono le vostre priorità?

«Speriamo che si torni a parlare di politiche familiare. Ormai è oggettivo che siamo demograficamente morti e non lo dice il forum o lo Cei, lo dicono tutti gli esperti. Siamo al punto di non ritorno. Dopo 7 mesi passati a parlare di una legge che ha a che fare con poche migliaia di persone finalmente si possa mettere al centro dell’agenda della politica italiana la priorità di questo Paese, cioè il fatto che non abbiamo più fiducia nel futuro. Due esempi: non facciamo più figli perché è una delle principali cause di povertà e i recenti dati di Migrantes dove si parla di 100.000 i giovani neo laureati che lasciano il Paese perché non riescono a realizzare il loro sogno in Italia».

 

Come continuerete la vostra battaglia?

«Alla luce di tutto questo continuiamo a lottare per un fisco più equo ma non come contentino o elemosina del Governo: “abbiamo pagato il tributo alle unioni civili ora paghiamo il tributo alle famiglie”. Non è giusto perché le famiglie sono il Paese. E questa legge non le tutela, anzi con la reversibilità della pensione nelle coppie di fatto si utilizzeranno risorse che avrebbero potuto essere utilizzate diversamente. Noi insistiamo con i temi del Forum perché in questi mesi di dibattito ci siamo riempiti la bocca della parola famiglia senza aiutare la famiglia».