di Paola Binetti

Avvenire – 8 ottobre 2016  

Caro direttore,

grazie per l’informazione che ‘Avvenire’ continua a dare sul dilagare del gioco d’azzardo. La verità è che in Italia l’azzardo, nelle sue molteplici manifestazioni, sembra interessare soprattutto come potenziale fonte di gettito fiscale e non come fattore di rischio per la salute di tanti cittadini esposti a suggestioni sempre più pervasive, accattivanti e manipolatorie.

La denuncia del pessimo accordo stretto dalla Figc con una delle multinazionali dell’azzardo rivela uno di quei canali in cui si annida non solo un possibile conflitto d’interessi nella sua forma più becera, ma anche un vero e proprio rischio di corruzione. Questa volta non si tratta né dei gratta e vinci, né delle famigerate ‘awp’ che pure – grazie a norme compiacenti – hanno colonizzato bar, tabacchiere, ristoranti, e neppure solo delle temibili slot, che continuano a ridurre sul lastrico ‘giocatori’ che tendono ad avere comportamenti di tipo compulsivo. Questa volta la sponsorizzazione della Nazionale è affidata a una multinazionale che non disdegna affatto le slot, ma è specializzata in scommesse. Un vero e proprio cancro per il nostro calcio; qualcosa che negli ultimi anni ha fatto soffrire tantissimi tifosi di tante squadre. Lo scandalo delle scommesse sui risultati di quelle partite che ha generato prima scommesse clandestine, poi perfino partite truccate. Quell’invito a giocare d’azzardo, con cui si vogliono avvolgere le imprese dei giocatori azzurri, evoca tutto ciò ed è la peggiore sponsorizzazione possibile. Purtroppo non si tratta di un fatto isolato, perché la sponsorizzazione delle multinazionali dell’azzardo è quasi di prassi anche nelle squadre di serie A.

Bwin, ad esempio è stato lo sponsor della maglia del Milan dal 2006 al 2010. E, sempre Bwin ha una partnership con la Juventus da due anni, avendola sponsorizzata anche nella stagione 2005/2006, prima di passare a ‘marchiare’ il Milan. Il suo logo appare sui cartelloni dello stadio e sul sito delle società via via coinvolte. D’altra parte anche il Bari calcio è sponsorizzato da una società di gaming: Betaland, che sponsorizza anche una squadra di basket: la Orlandina (Capo d’Orlando), che gioca in serie A.

D’altra parte se si tiene conto che sulla posta elettronica della Camera ricevo, e come me molti altri colleghi, continui inviti a scoprire il Casinò n. 1 in Italia, iscrivendomi subito su Lottomatica.it, dove mi aspettano: Roulette, Black Jack, Slot Machine, Videopoker e tanti altri giochi… e dove posso ricevere «un bonus immediato di 20 euro alla prima ricarica ed in più fino a 600 euro di bonus progressivo pari al 200% della tua prima ricarica». Che aspetti? Mi si chiede e chiaramente si insiste: «Approfitta del bonus e vivi le emozioni di un vero Casinò! Gioca subito…». L’incapacità del governo a legiferare in questo campo è davvero esasperante e lascia il sospetto che ci sia perfino una certa complicità con i signori dell’azzardo.

D’altra parte lo Stato ha il monopolio del gioco d’azzardo, per contenerlo non per aumentarlo. Ed è tempo che lo Stato si assuma pienamente la propria responsabilità. Bisogna arrivare a una legge-argine che sia una buona legge. Una legge che dica, per prima cosa, un No chiaro alla pubblicità dell’azzardo, compresa quella ottenuta con le sponsorizzazioni sportive. Una legge che faciliti l’attività di prevenzione e preservi i giovani dal rischiodipendenza dal gioco, compreso quello delle scommesse sportive.

Vorremmo che i ragazzi facessero sport, non che scommettessero sullo sport! Il governo non può ignorare i rischi generati dal ritardo nell’approvazione di una legge che è possibile subito e che non avrebbe mai permesso di poter stipulare accordi così ambigui tra lo sport e l’azzardo. È da oltre due anni che viene ignorato il lavoro importante fatto dalla Commissione XII della Camera con disegno di legge ad hoc, per prevenire prima e curare dopo la grave dipendenza dal gioco d’azzardo. Ora si annuncia, per l’ennesima volta, una riduzione dell’offerta relativa alle slot machine, rilanciando l’idea delle sale ‘di doppio livello’, i cosiddetti mini-casinò, e contemporaneamente si permette – salvo auspicabili rinsavimenti – che le nostre Nazionali di calcio – anche quelle giovanili! – siano sponsorizzate dai signori dell’Azzardo.

È ora di cambiare strada. Nonostante resistenze attive e passive, proveremo ancora, per tutto il tempo di questa legislatura, a stabilire un sistema di norme a presidio della salute pubblica ed efficace nel frenare l’azzardo. Ma i mesi passano in fretta e c’è il rischio che tutto resti così, come piace alle grandi concessionarie sulle pelle dei cittadini.