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Ieri sono ritornato  –  ha detto Papa Francesco in apertura della udienza generale – dal viaggio apostolico in Tailandia e Giappone, un dono del quale sono tanto grato al Signore. Incontrando il Re, il Primo Ministro e le altre Autorità, ho reso omaggio alla ricca tradizione spirituale e culturale del popolo Thai, il popolo del “bel sorriso”. La religione buddista è parte integrante della storia e della vita di questo popolo, perciò mi sono recato in visita al Patriarca Supremo dei buddisti, proseguendo sulla strada della reciproca stima iniziata dai miei Predecessori, perché crescano nel mondo la compassione e la fraternità. In questo senso è stato molto significativo l’incontro ecumenico e interreligioso, avvenuto nella maggiore Università del Paese.

La testimonianza della Chiesa in Tailandia passa anche attraverso opere di servizio ai malati e agli ultimi. Ho poi dedicato momenti specifici ai sacerdoti e alle persone consacrate, ai vescovi, e anche ai confratelli gesuiti. A Bangkok ho celebrato la Messa con tutto il popolo di Dio nello Stadio Nazionale e poi con i giovani  nella Cattedrale. Lì  abbiamo sperimentato che nella nuova famiglia formata da Gesù Cristo ci sono anche i volti e le voci del popolo Thai.

Poi, mi sono recato in Giappone. Al mio arrivo alla Nunziatura di Tokio, sono stato accolto dai Vescovi del Paese, con i quali abbiamo subito condiviso la sfida di essere pastori di una Chiesa molto piccola, ma portatrice dell’acqua viva, il Vangelo di Gesù.

Proteggere ogni vita” è stato il motto della mia visita in Giappone, un Paese che porta impresse le piaghe del bombardamento atomico ed è per tutto il mondo portavoce del diritto fondamentale alla vita e alla pace.

Per proteggere la vita bisogna amarla, e oggi la grave minaccia, nei Paesi più sviluppati, è la perdita del senso di vivere.

A Tokyo ho avuto l’opportunità di fare visita all’Imperatore Naruhito, al quale rinnovo l’espressione della mia gratitudine; e ho incontrato le Autorità del Paese con il Corpo Diplomatico.

Cari fratelli e sorelle   – ha concluso Papa Francesco  –  affidiamo alla bontà e alla provvidenza di Dio i popoli della Tailandia e Giappone.