Ai tuoi occhi, Signore Gesù,
io non sono uno dei tanti:
tu mi conosci nel profondo,
sai quali sono le mie ferite nascoste,
i desideri ed i sogni che mi abitano
e non ignori anche le zone oscure
della mia anima, del mio cuore.

Ecco perché mi chiedi una risposta
del tutto personale
che ti riconosca per quello che sei:
l’unico degno di tutto il mio amore,
l’unico in grado di condurmi
alla pienezza della vita.

Ai tuoi occhi, Signore Gesù,
io sono prezioso:
per me tu hai versato il tuo sangue,
tu hai offerto la tua vita.
Per me tu hai affrontato la morte
a mani nude
e l’hai sconfitta, una volta per tutte.

Ecco perché voglio che niente e nessuno
mi separi da te,
ecco perché ti riconosco come il mio pastore,
colui al quale affidare la mia esistenza,
colui che mi guida verso la felicità.

Tu sei il buon pastore,
colui che si prende cura di me
e ha compassione della mia fragilità.
Tu sei il buon pastore,
che viene in cerca di me
se mi sono allontanato o perduto.
Tu sei il buon pastore
e per me la tua voce è inconfondibile.

(Roberto Laurita)