Amici,

Volevo scrivervi qualcosa di mio, ma poi ho pensato che c’è stato qualcuno, molto vicino a Gesù, il più giovane fra gli apostoli, che ha scritto una Parola eterna adatta anche per noi, S. Giovanni apostolo ed evangelista. Vi offro dunque come piccolo dono dal mio povero cuore sacerdotale, questo capitolo della prima lettera di S. Giovanni. Non scrive solo ai giovani ma a tutte le categorie di credenti. Accoglietele perchè contengono anche tutto il nostro affetto di parroci, di pastori che spesso sono chiamati a sostenere il gregge e a radunarlo quando i lupi lo attaccano. Vi voglio e vi vogliamo bene e se serve io sono qui. Non faccio miracoli, ma posso ascoltare. Nel contempo vi invito alla veglia in memoria di Paolo, alle 22 del 23 p.v. e alla S. Messa che celebreremo a mezzanotte. Nelle nostre tenebre una luce c’è  e cercarla ci dona maggiore dignità.

1Giovanni 2,1-17  Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto.  Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.
Da questo sappiamo d’averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco» e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui; ma chi osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui. Chi dice di dimorare in Cristo, deve comportarsi come lui si è comportato.
Carissimi, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento antico, che avete ricevuto fin da principio. Il comandamento antico è la parola che avete udito. E tuttavia è un comandamento nuovo quello di cui vi scrivo, il che è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno diradandosi e la vera luce già risplende. Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre. Chi ama suo fratello, dimora nella luce e non v’è in lui occasione di inciampo. Ma chi odia suo fratello è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi.
Scrivo a voi, figlioli,
perché vi sono stati rimessi i peccati in virtù del suo nome.
Scrivo a voi, padri,
perché avete conosciuto colui che è fin dal principio.
Scrivo a voi, giovani,
perché avete vinto il maligno. Ho scritto a voi, figlioli,
perché avete conosciuto il Padre.
Ho scritto a voi, padri,
perché avete conosciuto colui che è fin dal principio.
Ho scritto a voi, giovani,
perché siete forti,
e la parola di Dio dimora in voi e avete vinto il maligno.
Non amate né il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui; perché tutto quello che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!