Repubblica – 23 agosto 2015  

Regge all’impatto la complessa e generosa macchina dell’accoglienza, che vede coinvolte le Prefetture, la Guardia Costiera, la Polizia, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, l’Unhcr, la Croce Rossa, Emergency, e numerose Associazioni umanitarie di volontariato. I problemi, come si sa, vengono dopo.

          

Altri tre barconi carichi di migranti sono stati segnalati nel Canale di Sicilia. La centrale operativa della Guardia costiera ha dirottato nella zona tre navi mercantili per dare assistenza alle imbarcazioni in difficoltà. Nel frattempo, sono in arrivo nel porto di Augusta 506 migranti, sopratutto eritrei: 293 uomini, 132 donne (una in stato di gravidanza) e 92 minori. Una novantina di migranti sono stati isolati per un sospetto di scabbia. Domattina, a bordo della nave Vega, nel porto di Palermo è previsto lo sbarco di 548 migranti. Sono una parte dei circa 4 mila profughi salvati al largo delle coste libiche proprio in queste ore dalle navi della Guardia Costiera. I migranti saranno accolti nel molo Quattro Venti dalla task force della Prefettura. Finora sono stati rari gli approdi in Sardegna, ma per, sempre per domani, la nave norvegese Siam Pilot, con a bordo 935 migranti, potrebbe arrivare nel porto di Cagliari.

Vibo Marina: sulla nave di MSF 20 ragazzini e un neonato. Si sono concluse nel pomeriggio le operazioni di sbarco dei 311 migranti di origine africana arrivati nel porto di Vibo marina con una nave di “Medici senza frontiere” (MSF). Tra gli immigranti c’è un neonato, sette donne e venti minori non accompagnati. Nel corso dei controlli sanitari sono stati riscontrati una sessantina di casi di scabbia. Ad eccezione dei ragazzi non accompagnati, gli immigrati saranno trasferiti in centri di accoglienza fuori dalla Calabria. Sempre su una nave di MSF (la Dignity One) sono state imbarcate altre 300 persone salvate oggi al largo della Libia. I migranti si trovavano a bordo di tre gommoni che hanno lanciato l’allarme ad una trentina di miglia dalle coste africane. La centrale operativa della Guardia Costiera, che ha coordinato i soccorsi, ha inviato due motovedette da Lampedusa che hanno recuperato i trecento.

In Tunisia. Unità guardacoste della marina tunisina e della protezione civile sono intervenute al largo di Ben Guerdane, ultima città in territorio tunisino prima del confine con la Libia, per soccorrere un’imbarcazione di fortuna con a bordo centinaia di migranti bloccati in mare da giorni. I migranti, la maggior parte provenienti da paesi sub sahariani, partiti dalla Libia e diretti verso le coste italiane, sono stati trasportati al porto di Lektef, Ben Guerdane. Tra essi anche una donna incinta in uno stato di salute definito critico, lo riferiscono fonti della sicurezza tunisine.

In piena attività  la macchina dell’accoglienza. L’unità norvegese ha partecipato alle operazioni ieri a largo delle coste libiche che hanno portato al salvataggio di 4.400 persone. La conferma dell’arrivo del mercantile in Sardegna dovrebbe arrivare nelle prossime ore. La Prefettura e la Questura hanno già predisposto tutto per l’accoglienza allertando le varie associazioni, l’Asl e tutti gli enti coinvolti. La macchina dell’accoglienza, dunque, sembra reggere all’impatto. I problemi vengono dopo e sono quelli dello smistamento nei paesi dell’Ue, con ancora le assurde complicazioni imposte dagli accordi di Dublino, e il successivo nodo dell’integrazione nel nostro Paese.

Intanto, alla frontiera serbo-macedone… La Croce Rossa  fa sapere Sono almeno 8mila i profughi accolti dal centro di accoglienza a Presevo, nel sud della Serbia, nelle ultime 24. Lo riferisce il segretario della Croce rossa locale, Ahmet Halimi. I profughi, dal Medio oriente, sono entrati in Serbia dalla Macedonia che ha aperto la frontiera con la Grecia dopo l’arrivo in massa dei migranti.  Entrati dalla Macedonia, riferisce segretario Croce Rossa, gli 8mila i profughi vengono accolti dal centro di  Presevo, nel sud della Serbia. I profughi, dal Medio oriente, sono entrati in Serbia dalla Macedonia, che ha aperto la frontiera con la Grecia, dopo l’arrivo in massa dei migranti.

Un altro villaggio d’accoglienza in Serbia. Un nuovo centro di accoglienza per far fronte al flusso di profughi che arrivano dalla Macedonia, dopo che Skopje ha aperto la frontiera con la Grecia, è stato allestito nel villaggio serbo di Miratovce, non lontano da Presevo, dove in un solo giorno sono arrivati 8mila profughi. Lo ha detto il ministro della Difesa serbo, Bratislav Gassich, che oggi si è recato sul posto. “Ci sono già oltre 5mila migranti, ma ci aspettiamo nuove ondate di profughi nei prossimi giorni con la stessa intensità”, ha detto il ministro

I salvataggi nella terra di nessuno. Halimi ha precisato all’agenzia di stampa Beta che la registrazione è durata tutta la notte, aggiungendo che un gran numero di rifugiati continua ad arrivare dalla Macedonia. Al momento, circa 2.000 profughi sono situati dentro e intorno Presevo, in un altro centro di accoglienza nel villaggio di Miratovac. Ai profughi vengono forniti cibo e acqua in attesa di essere trasferiti sugli autobus messi a disposizione da UNHCR che li trasporta a Belgrado. La stazione ferroviaria di Gevgelija, in Macedonia, ora è completamente vuota, situazione completamente diversa da ieri quando c’erano più di sei mila profughi. Nella Terra di nessuno, tra la Macedonia e la Grecia, si trovano ancora profughi che in gruppi di 100-200 persone entrano in Macedonia dove vengono registrati e poi trasferiti in Serbia. Da ieri sera, le autorità di Skopje e quelle di Atene hanno avuto diversi incontri in seguito ai quali hanno concordato collaborazione per affrontare l’emergenza profughi ed evitare i problemi alla frontiera dei giorni precedenti.

L’oscuro lavoro della Guardia Costiera. Sono circa 4.400 i migranti salvati ieri a seguito di numerose richieste di soccorso pervenute alla Centrale Operativa della Guardia Costiera a Roma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I migranti viaggiavano a bordo di gommoni e barconi in difficoltà al largo delle coste libiche. Alle 22 operazioni di salvataggio – come rende noto la Guardia Costiera – hanno preso parte Nave Fiorillo, Nave Diciotti, 4 motovedette e un aereo Manta Atr-42 della Guardia costiera; unità della Marina Militare e della Guardia di Finanza, la nave norvegese Siem Pilot e quella irlandese Le Niamh, entrambe inserite nel dispositivo Triton e la nave Enterprise, inserita nell’operazione Eunavfor Med. Le operazioni in mare hanno poi un seguito a terra dove fanno tutto il resto le Prefetture, la Guardia Costiera, la Polizia, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, l’Unhcr, la Croce Rossa, Emergency, e numerose Associazioni umanitarie di volontariato. I problemi, come si sa, vengono dopo.

A Venezia, la “Marcia Meticcia”.  Tricolore in testa, seguito da bandiera dell’Unione Europea, del Veneto e della Pace sono partiti in oltre 200 tra italiani e migranti per una Marcia meticcia, oggi a Portogruaro, in provincia di Venezia, per festeggiare un’operazione congiunta per recuperare alcuni impianti sportivi. Protagonisti della vicenda, 54 richiedenti asilo accolti in una palestra di una scuola cittadina che in questi giorni, coordinati da alcune associazioni, hanno provveduto a recuperare il campo da calcio e quelli di basket di una parrocchia finiti in grave degrado.

Alla festa i migranti cantano “Fratelli d’Italia”. La marcia ha avuto una serie di tappe simboliche che passando per il centro storico di Portogruaro ha portato il colorato corteo davanti al Municipio per poi andare all’oratorio di Sant’Antonio – dove si trovavano le strutture sportive – dove c’è stata una festa per tutti, con taglio di nastro per il recupero di un’area finita nel degrado da anni. I migranti, per l’occasione, hanno esposto uno striscione con scritto: “Grazie Portogruaro i ragazzi della palestra”. Un ringraziamento, come detto dalla ventina di volontari che hanno seguito i migranti nei lavori, che è stato ricambiato con cori e canti tra cui un significativo, hanno sottolineato le associazioni, “Fratelli d’Italia”.