Significa manifestazione. Manifestazione di Dio. Succede ogni volta che il Signore decide di farsi conoscere, di rivelare qualcosina di Lui, perché, dice la Scrittura, Dio non si può vedere a occhio nudo. E’ un po’ come un’eclisse, non si può vedere a occhio nudo, se lo vedessimo moriremmo, dice la Scrittura. Ma il Signore, ogni tanto, decide di farsi vedere, di manifestarsi in maniera adatta all’uomo. Quindi sia nel Vecchio, che nel Nuovo Testamento, ogni volta che il Signore in qualche modo si fa vedere, oppure parla e si fa riconoscere, compie una Epifania, una manifestazione. Quindi per esempio sul Monte Sinai a Mosè nel roveto ardente, oppure nel Nuovo Testamento sul Monte Tabor si manifesta a Gesù e ai suoi Apostoli, o in altri momenti come questo. Ogni volta è un’Epifania, e il Battesimo al Giordano è anche una Epifania.

Il Signore si manifesta, si fa riconoscere come Dio. Dobbiamo cogliere ancora una volta “il paradosso” del ragionamento di Dio. Se noi fossimo qualcuno, per farci riconoscere come importanti, faremmo delle cose importanti, faremmo delle cose che attraggano l’attenzione, qualcosa di strabiliante, di particolarmente d’impatto. Il Signore invece per farsi riconoscere, Lui che è l’unico degno di una degna manifestazione, sceglie per manifestarsi le cose più piccole, e oggi ci viene detto in questa Festa, che lui sceglie per manifestarsi la nostra carne mortale. Questa carne fragile, peccatrice anche, e comunque soggetta al peso della vita, è la manifestazione reale, non finta, ma reale del Signore. Ogni bambino è immagine di Dio. Manifestazione di Dio.  Cioè il Signore si manifesta nei piccoli, nei poveri, nei sofferenti. Oggi è anche la Giornata dell’infanzia missionaria.  La Chiesa ci ricorda che al mondo non c’è solo bambini fortunati, coccolati e ben voluti, ai quali la nonna ha fatto la berrettina con l’uncinetto, il maglioncino bello, favoloso, ma ci sono altri bambini, in questo stesso momento, che muoiono di fame, di freddo, di malattia. E sono bambini, bambini! Creature di Dio, che manifestano Dio, cioè dicono: Dio esiste, e anche Dio si è fatto uomo, e nella natura umana, ha manifestato la sua potenza. Quindi il primo diciamo motivo grande di questa Festa dell’Epifania, è la festa della nostra carne mortale. E’ la festa della nostra povera umanità. Che viene scelta da Dio, che tutti conoscano, perché tutti lo vivano come il Salvatore. Quindi ci sarebbe da aggiungere che non solo i bambini, ma anche i vecchi, le persone sole, i poveri, gli emarginati, sono la manifestazione di Dio, se noi incontriamo una persona ben vestita, ben curata, ben truccata, sono sempre delle persone, no? Un po’ eccentriche, ma manifestazione di Dio anch’esse perché sono creature; ma se noi incontriamo uno straccione, ricoperto di piaghe dobbiamo dire che soprattutto quello è la manifestazione di Dio.

Di un Dio che si fa piagato, che si fa povero, in tutto, ricordate la simbologia del torchio, che ricordo così, per quelli che sono ospiti, come l’uva è spremuta nel torchio e non ci rimane niente, ma diventa il vino della Grazia, il vino dell’Eucarestia, il vino che ci dà la vita, che beviamo volentieri anche, il vino normale. Così Cristo viene torchiato dalla sua umanità. Viene torchiato da questa realtà della carne, viene torchiato, e da Lui esce fuori l’uomo nuovo. La Redenzione anche della carne. Quindi motivo della festa è la Festa dei piccoli di Dio, Manifestazione del Dio Grande.

E poi abbiamo davanti a questo piccolo Bambino di Betlemme, tutti i non credenti. Oggi non è la Festa soltanto dei cristiani, di noi cristiani. Alcuni cristiani in questi giorni, lo abbiamo sentito dire per via della chiesa Copta celebrano non l’Epifania oggi, ma il Natale e tutte le altre feste come il Capodanno, l’Epifania sono spostate qualche giorno più avanti. Questa è la festa dell’umanità intera, dice San paolo nella seconda lettura è la Festa di tutte le genti, che sono state chiamate, che vengono chiamate dalla Grazia di Dio a partecipare a questo grande dono, del Figlio di Dio fatto Uomo.

Quindi i Magi che sono tre, la perfezione di una umanità alla ricerca, alcuni magi sono andati alla ricerca della Verità. Sono andati alla ricerca, partendo da molto lontano, alla ricerca della Verità. Essi sono studiosi, scienziati, attraverso la loro intelligenza hanno capito che di fronte per esempio alle meraviglie del cosmo, della realtà creata, ci deve essere una verità diversa da quella che essi potevano immaginare. E quindi messa a riposo la loro superbia, la loro presunzione di sapere tutto e di capire tutto, si affidano alla luce interiore della grazia di Dio, e vanno alla ricerca di una Verità che va oltre, viene detto a tutti i credenti e ai credenti più tiepidi. Allora lo dico a tutti lo dico a tutti, bisogna fare un lavoro di ricerca, entrare dentro di noi seriamente, come hanno fatto i Magi. Che non si sono lasciati illudere dal loro modo di ragionare, ma seguendo la loro luce interiore (ecco la stella del Signore, luce che il Signore mette dentro, il cuore e la mente di tutti gli uomini), sono arrivati a Gerusalemme. E anche con le difficoltà incontrate, per esempio gli ostacoli posti da Erode, o forse anche grazie ad Erode sono riusciti ad arrivare alla grotta.

Ecco Erode, questo personaggio di cui non si parla tanto. Chiaramente a noi non sta tanto simpatico. Non ha fatto solo questo trucco ai re magi, prima mandandoli e poi dicendogli di ripassare: se fossero ripassati avrebbe ucciso Gesù. Ma ha fatto ancora peggio, la strage degli innocenti, però questo povero disgraziato di Erode, come anche il diavolo è un povero disgraziato, anche lui è alla ricerca della verità, solo che sbaglia strada, segue se stesso è autoreferenziale, segue se stesso. E con l’inganno vorrebbe arrivare alla verità, ma Dio non si fa ingannare, Dio non si fa ingannare, non si fa prendere in giro. Più tu fai il furbetto con Lui e più Lui si nasconde, ma è normale, perché un rapporto d’amore non si può mai instaurare con l’inganno, ci vuole una ricerca seria. I Re magi aiutati anche da Erode perché è lui che li spinge a Betlemme a vedere a domandare e a chiedere informazioni, quindi ad approfondire la loro ricerca, e quindi anche la loro fede, arrivano alla meta e lì nasce la Fede definitiva. Quindi oggi è anche la festa di una umanità non credente che cerca Dio. E deve essere sostenuta da noi credenti.

Non erano solo i pastori ad adorare il Signore! Essi erano lì a riconoscerlo e a testimoniarlo, i pastori eravamo noi, noi Chiesa, noi popolo di Dio che deve come la stella portare gli uomini a Gesù Bambino. Non c’è salvezza fuori da Gesù Bambino. Non c’è salvezza fuori da questa Rivelazione! Proseguiamo la celebrazione con un momento di silenzio, chiedendo che tutti i cristiani possano essere Luce di Dio presso i loro fratelli, anche quelli della loro casa, anche quelli della loro famiglia, quelli della loro comunità, quelli che incontreranno in giro. Ricordatevi: la fede non è un fatto acquisito ma è una ricerca, e comincia da lontano e avremo la fede solo se umilmente accettiamo questo incontro con il Bambino, il povero Bambino di Betlemme.

 

Don Giuliano Pagliaricci