Izzalini – Chiesa di San Michele Arcangelo

Frazione Izzalini, 06059 Izzalini PG, Italia

izzalini_locationBreve descrizione
Izzalini dista da Todi circa 6 Km ed attualmente conta 58 abitanti.

Si chiamò dapprima Sant’Angelo de Plebe (ossia costituito intorno alla pieve,  la chiesa più antica di un territorio,  su cui nei secoli XI e XII poggiava l’organizzazione ecclesiastica delle campagne) ed infatti il Plebato di Sant’Angelo di Izzalini riunì a lungo sotto di sé i paesi vicini come Fiore, Romazzano, Asproli e Porchiano. Il Plebato, soggetto all’autorità del Vescovo, aveva prerogative quali il fonte battesimale, il cimitero e la riscossione delle decime ma si faceva carico anche di compiti non religiosi come la manutenzione delle strade.

La villa contava ben 160 abitanti quando alcune genti d’arme del tiranno Ezzelino da Romano (1194-1259) si se ne impadronirono e, cacciati i guelfi, la fortificarono trasformandola in un castello ben munito che fu poi ribattezzato con il nome di Izzalini. Suggestivi l’antica porta d’ingresso al paese come anche  la torre con la cella campanaria e l’arco a tutto sesto che immetteva nella primitiva chiesa parrocchiale.

Izzalini vide poi accrescere la sua potenza nel 1458 con la costruzione di una fortezza, detta Torre Baldo, alla quale era annessa anche una chiesa dedicata a Santo Stefano. Proprio nel bosco di Torre Baldo il ritrovamento di alcuni ruderi testimonia l’esistenza di un castello risalente al XIII secolo che sembra fosse stato fatto erigere da Ilione Landone e perciò chiamato Castrum Ilionis.

Le due antiche ville di San Giovanni l’Ammetato (dalle “méte” o “biche” di grano) e di Petacciòlo, di cui resta la piccola chiesa di Santa Caterina, hanno dato il nome ad altrettanti vocaboli. In buono stato di conservazione ed in parte restaurato è, invece, il castello Piemozzo nel quale, fino al XVI secolo, era la chiesa di Sant’Andrea; attualmente ospita l’Oratorio detto di Santa Chiara.

L’attuale chiesa parrocchiale, dedicata a San Michele Arcangelo, è posta all’esterno del castello, risale agli anni 30 del secolo scorso e presenta fattezze neoromantiche. Ha una navata unica, coperta a falde sorrette da capriate lignee, e due cappelle laterali semicircolari. Un arco trionfale con cornice in mattoni laterizi introduce al presbiterio, con l’altare maggiore in marmi policromi, come i due laterali ospitati nelle cappelle. Le pareti esterne sono realizzate in blocchi squadrati di pietra calcarea a vista, proveniente dalla vicina cava di Izzalini.

Fiore – Chiesa di San Silvestro

Vocabolo Crocefisso, 2, 06059 Todi PG, Italia

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Breve descrizione
Fiore si trova a circa 4 Km da Todi. Nel Medioevo faceva parte del Plebato di Sant’Angelo di Izzalini e contava 150 persone. Alcuni storici hanno smentito l’ipotesi che il nome risalisse alle feste floriane dell’antica Roma, avendo invece più probabilmente origine dalla ricca e variopinta vegetazione del luogo. Anticamente fu chiamato anche Fiore di Mezzo, posto come era tra la villa di S. Valentino e Fiore di Mariano, così chiamato per essere stato il fortino di Mariano degli Atti, antichissima e potente famiglia tuderte. Nel 1520 la famiglia degli Atti fece edificare la Torre di Cristoforo, conosciuta oggi come Fiore vecchio. Nel 1465 Fiore di Mariano fu venduto alla famiglia Lombardi di Narni poi passò agli Isacchini ed ai Laurenti. Nel 1494 Altobello da Chiaravalle, capo dei ghibellini di Todi, compì una strage proprio in questi luoghi, non risparmiando neppure i bambini nella culla.

Nel XIV secolo qui si trovavano tre chiese: San Terenziano, San Pietro e San Silvestro che nel 1500 si chiamava anche San Biagio e che sopravvisse fino al XVI secolo.

Fiore conta oggi 42 abitanti. L’attuale chiesa parrocchiale, restaurata alcuni anni fa e dedicata a San Silvestro, sorge sulla parte più elevata del colle e fu edificata nel 1787. Ha una navata unica introdotta da una bussola lignea, coperta con volta a botte. Il presbiterio termina nell’abside semicircolare coperta a catino. Le pareti esterne si presentano in conci di pietra calcarea a facciavista. La facciata è caratterizzata dal solo portale ligneo d’ingresso e dal sovrastante rosone; le cornici e le decorazioni sono realizzati in materiale laterizio. Anche la torre campanaria, a destra dell’edificio, è realizzata in pietra a vista ma con la parte più alta in mattoni e coronata da una cuspide in cemento. All’interno della chiesa, sopra l’altare, si trova un magnifico quadro raffigurante San Marco che presenta San Silvestro alla Vergine che regge in braccio il Bambin Gesù. Il paese è conosciuto per le sue quattro torri: Torre di Cristoforo e Torre della Questione (attualmente chiamate dagli abitanti del luogo “Castello e Belforte”), Torre di Mariano degli Atti, detta Fiore vecchio, e Torre di Petacciòli.

In questa zona l’agricoltura è piuttosto sviluppata; si coltiva in prevalenza grano, girasole, vite, olivo, granturco. La frazione di piuttosto estesa e conta numerose aziende agricole. Al centro del paese si trova il ristorante “La rosa dei venti”. Nel periodo estivo Fiore è meta di numerosi turisti italiani e stranieri.

Torrengentile – Chiesa di Santa Illuminata

Vocabolo Castello in Frazione Torregentile, 5, 06059 Todi PG

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Breve descrizione
Torregentile si trova a circa 6 Km da Todi. Gli storici la dicono fondata nel 1433 da Gentile di Biagio da Carognòla.

In questa zona si trovava un’antichissima villa, villa Carognòla, distrutta nel XV secolo. Di essa, intorno al vecchio castello, rimangono alcune rovine; aveva una chiesa dedicata a Santo Stefano.

Nei dintorni di Torregentile vanno ricordati: Costelle, dove si trovava L’ Oratorio di Santa Chiara, Olìvola, già castello, di cui rimane ben conservata la torre; la piccola chiesa di San Lorenzo de’ Pacconi, oggi del tutto rimaneggiata; la Torre Antoniaccia che si dice edificata nel 1433 da Antoniaccio Milii, fiero ghibellino tuderte; infine Villanova, fondata nel XIV secolo, che aveva una chiesa intitolata a San Mauro che fu parrocchia fino al 1517.

La chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Illuminata, ha navata unica, coperta a falde sorrette da capriate lignee; il presbiterio termina in una piatta parete di fondo. Al suo interno si possono ammirare due dipinti dell’artista tuderte Andrea Polinori: la “Crocifissione di San Carlo Borromeo e Sant’Eurosia”, risalente al 1615, e la “Madonna con bambino e Santi domenicani” del 1648, mentre la tela dedicata alla Madonna del Rosario è datata 1668. La facciata a doppi spioventi, opera di inizio novecento dell’architetto tuderte Pollione Moriconi, evidenzia caratteristiche neoromantiche. La parete, realizzata in blocchi di pietra calcarea a facciavista sia internamente che esternamente, è definita dal grande campanile a vela, con tre celle, edificato sull’asse di simmetria; la composizione è completata da tre strette monofore e dal portale d’ingresso ligneo con lunetta decorata.

Romazzano – Chiesa di San Martino Vescovo

Frazione Romazzano, Romazzano, PG

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Breve descrizione
Romazzano si trova a circa 5 Km da Todi. Il suo nome fa pensare ad una discendenza romana; a questo proposito Pirro Stefanucci, uno storico della fine del 1500, ne attribuisce la fondazione ad un tale Cromazio da cui Cromaziano corretto poi in Romazzano. L’origine romana dovrebbe farsi risalire al periodo in cui in questa zona si insediò una colonia di epoca augustea fondata dai soldati della XLI legione. Nel Medioevo il paese era parte del Plebato di Sant’Angelo di Izzalini. Nel censimento del 1290 Romazzano contava circa 80 persone, corrispondenti a 16 fuochi. Aveva la struttura di una villa fortificata in quanto le abitazioni erano addossate le une alle altre a formare una linea difensiva. La popolazione era essenzialmente dedita all’agricoltura. Anticamente Romazzano faceva parte del Plebato di Sant’Angelo di Izzalini.

Nel paese ed intorno ad esso si trovavano le chiese di San Martino, di San Sisto e di San Pietro a Strata. Quella di San Martino esisteva senza dubbio prima del 1275 ed era dedicata ad un grande personaggio tuderte, Papa Martino I, martirizzato alla fine del 500 e morto in Crimea. Le chiesette di San Sisto e San Pietro a Strata, di minore dimensione ed importanza, facevano invece parte della fitta rete di chiese di campagna di cui il nostro territorio è sempre stato ricco.

Attualmente Romazzano conta 78 abitanti, la maggior parte dei quali anziani. Negli anni un forte esodo verso i centri vicini ha spopolato il paese e molte abitazioni abbandonate sono state acquistate da gente di fuori e ristrutturate. Anche Strata e l’intero complesso di abitazioni, incluse la cappella, sono state restaurate. Fuori del paese si trova un gruppo di case, sovrastate da un’alta torre, chiamato “Vocabolo Torrone”, anche questo ristrutturato.

L’attuale chiesa del paese fu ricostruita nel 1912 mentre di quella antica, intitolata a San Martino, non si hanno più tracce da quando fu demolita perché minacciava di crollare. Si tratta di un edificio a navata unica coperto con volta a crociera a tutto sesto sviluppata su tre campate sorrette da sottarchi. Il presbiterio termina in un’abside quadrata; l’unico altare presente è in marmi policromi. All’interno si trova, sopra l’altare, un bellissimo quadro del 1500 raffigurante Gesù Crocefisso, la Madonna e San Martino, protettore della chiesa. Le pareti esterne si presentano in pietra a facciavista. La facciata, a doppio spiovente, si caratterizza per la presenza di un unico portale di ingresso e per il sovrastante rosone, entrambi decorati con cornici del medesimo materiale. Il campanile a torre, realizzato in pietra e mattoni, su cui si aprono ampie bifore è ubicato sul retro dell’edificio.

L’agricoltura costituisce ancora oggi l’attività intorno alla quale ruota la vita del paese e, trattandosi di una zona collinare, i prodotti sono rappresentati da vite, olivo e grano; in anni più recenti sono state impiantate colture di girasole.

Porchiano – Chiesa di San Lorenzo

Località Porchiano, Porchiano, PG

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Breve descrizione
Porchiano si trova a circa 6 km da Todi. L’origine del paese è antichissima poiché in questa zona si registrano insediamenti romani, testimoniati anche da un’inscrizione qui  rinvenuta in cui viene menzionata una Familia Aufidia. Sembra che qui ci fosse anche una grande villa con terme, piscine e mosaici che fu poi distrutta intorno all’anno 1600.

Nel Medioevo Porchiano faceva parte del Plebato di Izzalini e, nel 1290, contava circa 250 persone corrispondenti a 52 fuochi. Fu un centro popoloso e transitato perché vicino al paese passava la nota Via dei Mercanti. Nel 1399 a Porchiano esistevano 5 chiese: S. Lorenzo, S. Giovanni, S. Cristoforo, S. Maria e S. Sisto. Tuttavia, alla fine del 1500 era rimasta solo la chiesa di S. Lorenzo, come oggi, che era confinante con la proprietà del Monastero di S. Francesco. Alcuni documenti testimoniano che tutta la zona era sotto l’influenza dei Francescani che detenevano anche i benefici ed il titolo della chiesa di S. Maria e di S. Cristoforo.

Il castello di Porchiano possiede tutte le caratteristiche di una fortificazione e sembra fosse collegato alle altre torri e castelli tramite sottopassaggi e cunicoli.

Qui si trovano il castello di S. Sisto, ben restaurato e, a qualche chilometro da esso, una torre, denominata Torri Rotondi, che nel XIII secolo faceva parte del Monastero delle monache di San Francesco. A circa 3 km dal paese si ergeva un’altra torre, anche questa appartenente allo stesso monastero, di cui sono oggi visibili solo i ruderi. Era collegata alla sopracitata Torre Rotondi da un cunicolo alto circa un metro del quale è possibile vedere le due aperture costituite da due fori nel terreno. Tali edifici furono utilizzati come rifugi durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

La chiesa ex parrocchiale, dedicata a San Lorenzo, è ubicata appena fuori dall’abitato. Si tratta di una piccola chiesa campestre realizzata in pietra, ad aula unica coperta a falde sorrette da capriate lignee. La nicchia absidale sulla parete di fondo è interrotta da una finestrella centrale; sulla destra una cappella laterale dà accesso alla retrostante sacrestia. Le pareti esterne si presentano in blocchi di pietra calcarea a facciavista; la facciata a doppio spiovente è resa caratteristica dalla presenza di un alto campanile a vela in asse. Il portale d’ingresso è sovrastato da una finestra.

Attualmente il paese conta 12 abitanti. Parte della popolazione vive al castello in case antiche ma ben restaurate, la restante in case sparse nella campagna. Gli abitanti si dedicano all’allevamento ed all’agricoltura. Durante la stagione estiva Porchiano è meta di turisti italiani e stranieri.

Asproli – Chiesa di San Michele Arcangelo

Asproli, PG

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Breve descrizione
Asproli dista da Todi circa 6 Km. Dell’antico castello si è perduta ogni traccia. La chiesa parrocchiale, anticamente intitolata a Sant’Angelo e a San Biagio de Serra, ha subito nel tempo numerosi rimaneggiamenti; di rilievo è il quadro sopra l’altare maggiore, eseguito nel 1650 su commissione del parroco e dei priori di una confraternita. Ha una sola navata coperta a doppia falda sorretta da due archi e sovrastante travatura di legno. Il presbiterio termina in un’abside quadrata. Lungo le pareti laterali si aprono due cappelle poco profonde i cui altari sono in travertino e poggianti su colonnine come il maggiore. Esternamente, le pareti della chiesa si presentano in blocchi di pietra calcarea a vista. La facciata a doppio spiovente mostra segni di vari rimaneggiamenti nella muratura. Il portale ogivale d’ingresso, sormontato da un rosone, è incorniciato in cotto. La torre campanaria, separata dall’edificio e ubicata nello spiazzo antistante, è realizzata in pietra con l’aggiunta di elementi in cotto in stile neogotico.

A poca distanza da Asproli, sulla riva sinistra del Tevere, sulla strada Todi-Baschi, si trovava la chiesa di San Giovanni d’Acquaviva, sorta con l’utilizzo del materiale di una preesistente costruzione romana. La chiesa, antichissima, si fregiava di un altare in pietra che nel 1560 fu trasferito nel Tempio della Consolazione e successivamente disperso quando, nel 1612, venne sostituito dal nuovo altare, tuttora esistente.

Nelle vicinanze di Asproli val la pena di ricordare Casìsci, possedimento un tempo dei conti di Montemarte, in cui si trovava un oratorio dedicato ai SS. Cosma e Damiano. Altro vocabolo è Torre di Pian di Monte, oggi chiamata Pian di Monte.

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