Se non c’è lo Spirito Santo, Dio è un estraneo, lontano e distante e la sua Parola vuota e incomprensibile.

La stessa presenza di Cristo nel mondo, senza lo Spirito, è la foto di un uomo più o meno famoso, ma dimenticato e ignorato. Senza lo Spirito Santo la Chiesa e l’umanità intera è una Babele, senza dialogo e comunicazione, tutta tesa alla ricerca affannosa del potere e del gestire, senza la minima attenzione al bisogno e alle necessità degli altri. Senza lo Spirito siamo persone paurose e smarrite, forse vigliacche e codarde.

Anche noi, come la prima Chiesa degli Apostoli, abbiamo bisogno della Pentecoste che ci sconvolga profondamente dentro, che faccia crollare la paura e l’angoscia, rimpiazzare l’egoismo dall’amore, e sostituire il gelo dell’indifferenza col calore della solidarietà.

Abbiamo bisogno anche noi di un terremoto che cambi il cuore e la vita e spalanchi le porte dei nostri “cenacoli”  per raccontare la ricchezza e la pienezza della vita nuova che Cristo risorto ci ha donato.

Oggi, Pentecoste, non siamo più Babele, ma tutti ci ascoltano e capiscono, perché parliamo una sola lingua, quella dell’amore.