Avvenire – 19 aprile 2016  

Burocrazia, difficoltà a pagare l’affitto e scarse opportunità di formazione e tirocinio, il percorso di integrazione dei rifugiati nel nostro Paese resta difficile. A testimoniarlo anche quest’anno è il Rapporto annuale 2016   del Centro Astalli, il Servizio dei gesuiti per i rifugiati presente in otto città, presentato stamani a Roma. Con quasi 154 mila tra rifugiati e richiedenti asilo approdati nel nostro Paese (dati Unhcr), l’accoglienza – dice il rapporto – resta la sfida maggiore che l’Italia si è trovata ad affrontare nel 2015: il totale dei posti disponibili ha superato i centomila, ma si è registrato un rallentamento rispetto al previsto ampliamento del sistema Sprar. Alla scadenza dell’ultimo bando è risultata infatti insufficiente la risposta degli enti locali, denuncia il Centro Astalli.

I percorsi verso l’autonomia restano ardui, specialmente per i rifugiati più segnati dai traumi della fuga e del viaggio e per i nuclei familiari. Nel 2015, dice il Rapporto, sono cresciute le richieste di aiuto per gli affitti, soprattutto da parte di famiglie con bambini, mentre le opportunità di formazione e tirocinio per gli ospiti dei centri di accoglienza restano ancora episodiche, in mancanza di un piano organico per l’integrazione. Ma gli ostacoli più incomprensibili e inattesi che i rifugiati incontrano in Italia sono probabilmente quelli burocratici: il 2015, denuncia il rapporto, è stato un anno di disagi e incertezza, che ha contribuito ad aumentare nei rifugiati la sensazione di esclusione e incomprensione. Il centro Astalli nel 2015 ha erogato 25mila euro per il pagamento delle tasse necessarie al rilascio del permesso di soggiorno per 287 rifugiati. Un altro paradosso riguarda le modifiche legislative in merito all’esenzione dal pagamento del ticket sanitario. La restrizione dell’esenzione ai soli disoccupati ha fatto sì che gli inoccupati (ossia coloro che non hanno mai svolto un’attività lavorativa, come la maggior parte delle persone a cui è stata da poco riconosciuta la protezione internazionale) si siano trovati improvvisamente nella condizione di dover pagare esami, visite specialistiche e farmaci prima gratuiti.

Le vittime di tortura, di violenza e di abusi sessuali che nel 2015 sono state accompagnate dal Centro Astalli sono state complessivamente 620. Le vittime di tortura che si sono sottoposte a una visita per il rilascio del certificato medico-legale da presentare alla Commissione Territoriale sono state 171, in prevalenza uomini. L’auspicio del Centro Astalli è che nel 2016 si compiano passi avanti significativi nell’accoglienza e nell’integrazione di queste persone fragili e nel garantire pienamente il diritto d’asilo.