Nigrizia – 14 ottobre 2019  

Al ministero dell’ambiente deve essere operativo un manipolo di geni. Sì perché ci vuole del genio per invitare al Forum per lo sviluppo sostenibile il principale produttore di armi in Italia – Leonardo Spa – e inserirlo, pure, nel gruppo di lavoro “Pace”. Logico che la Campagna Sbilanciamoci! – cui aderisce anche Nigrizia e che da anni si impegna per la pace, il disarmo, la nonviolenza e la riconversione dell’industria bellica – abbia annunciato di ritirarsi dal Forum e dal gruppo di lavoro.

Giulio Marco, portavoce della Campagna Sbilanciamoci!: «Non siamo disponibili a collaborare con il principale produttore di armi del nostro paese, che ha come partner governi come quelli del Qatar, Turkmenistan, Arabia Saudita e Turchia coinvolti in guerre sanguinose e nella sistematica violazione dei diritti umani. Non possiamo cooperare con chi ha invece come scopo l’incremento dell’export di armamenti».

In una lettera inviata al ministero dell’ambiente, la Campagna Sbilanciamoci! richiede un confronto pubblico con Leonardo Spa sulle scelte del gruppo armiero.

Ma che bel gruppo

Nella lettera si sottolinea che «il gruppo Leonardo Spa è il principale produttore di sistemi d’arma del nostro paese: i suoi elicotteri (28 elicotteri NH90 venduti al Qatar) e i suoi sistemi d’arma (come anche gli Eurofighter venduti all’Arabia Saudita) sono stati utilizzati nella sanguinosa guerra in Yemen: un conflitto, condannato dalla comunità internazionale, che causa indicibili violazioni dei diritti umani e vittime tra la popolazione civile».

«Il gruppo Leonardo Spa può legittimamente affermare di agire nel rispetto delle normative nazionali per l’export delle armi. Questo significa poco per chi rivendica la responsabilità sociale d’impresa e la sostenibilità e dovrebbe valutare le conseguenze delle sue attività, a prescindere dall’ovvio rispetto delle leggi. Noi, oltretutto, contestiamo l’interpretazione e l’applicazione stesse della legge 185/90 da parte degli esecutivi di questi anni, che hanno permesso di aggirare de facto l’export di armi italiane utilizzate in situazioni di conflitto e di violazioni dei diritti umani».

«Il gruppo Leonardo Spa ha venduto sistemi d’arma al Qatar, paese che è stato coinvolto in questi anni nella guerra in Yemen, mette in galera i giornalisti ledendo la loro libertà di espressione, discrimina in modo pervicace le donne nei diritti civili (non possono trasmettere la propria nazionalità ai loro figli) ed economici (fonte: Amnesty International). Ha venduto armi al Turkmenistan (Elicotteri AW 109), dove la tortura viene praticata diffusamente nelle carceri, l’omosessualità viene punita con 2 anni di galera e non esistono media indipendenti (fonte: Nazioni Unite). Ha venduto sistemi d’arma all’Arabia Saudita dove si susseguono le condanne alla pena di morte (ben 108 nel 2018) e le donne fino al 2 agosto scorso avevano bisogno di un “tutor” per frequentare l’università o per viaggiare e non avevano diritto al passaporto (Fonte: Amnesty International)»..

«Oltretutto, Leonardo Spa non pubblica un rapporto esauriente e trasparente sulla tipologia dei sistemi d’arma e sulla loro destinazione. Dobbiamo aspettare la relazione del governo sull’export di armamenti – dopo molti mesi dall’effettuazione delle operazioni – per capire quali affari fa Leonardo Spa nel mondo».

«Il criminale attacco della Turchia alla popolazione curda di questi giorni viene condotto utilizzando anche le forniture militari italiane (tra cui gli elicotteri AW129) di cui Leonardo Spa è stato il principale esportatore. Il gruppo Leonardo Spa è inoltre impegnato nel programma della produzione dei cacciabombardieri F35 – predisposti per il trasporto di ordigni nucleari – un programma di decine di miliardi di euro sottratti alla lotta ai cambiamenti climatici e allo sviluppo sostenibile».