di Daniela Fassini

Avvenire – 28 settembre 2016  

“Il Sudan è un Paese pericoloso, viola i diritti umani e il suo presidente, Omar al Bashir è colpito da mandato di arresto internazionale per crimini di guerra e crimini contro l’umanità”. A sottolinearlo è Cristopher Hein, portavoce del Consiglio Italiano per i Rifugiati, che due giorni fa si è riunito attorno al Tavolo Asilo – la rete nazionale di 12 associazioni – per puntare il dito contro il “respingimento di massa” di migranti sudanesi (40, per l’esattezza) avvenuto lo scorso 24 agosto.

Hein replica alle dichiarazioni di Franco Gabrielli, il capo della Polizia – secondo cui il tavolo ha prodotto “solo calunnie” perché sul rimpatrio dei sudanesi “sono state rispettate tutte le procedure di diritto nazionale e internazionale”.

“Non capisco perché un sudanese dovrebbe rifiutare la possibilità di chiedere asilo in Italia e accettare il ritorno nel Paese da cui è fuggito, affrontando un viaggio lungo e pericoloso”. Hein e i portavoci delle associazioni puntano il dito contro le procedure messe in campo con “un memorandum firmato dall’Italia con un Paese il cui presidente è colpito da mandato di arresto internazionale”.

“Ad oggi risultano circa 7mila sudanesi arrivati e la stragrande maggioranza di loro ha presentato richiesta di asilo” prosegue Hein. “Questi sono i fatti, indipendentemente dalla natura giuridica di questo memorandum” conclude il portavoce.