Radio Vaticana – 18 agosto 2016  

E’ una storia a lieto fine quella di Ahmed, 13 anni, partito dall’Egitto per trovare medici disponibili a curare il fratellino di 7 anni, affetto da una patologia del sangue. Il piccolo, grazie alla mobilitazione della Regione Toscana, sarà curato in Italia. Il servizio di Amedeo Lomonaco:

Ahmed è arrivato da solo, a Lampedusa, a bordo di un barcone. In Egitto, in una polverosa casbah a 130 chilometri dal Cairo, ha lasciato la famiglia e il fratellino Farid, affetto da una malattia del sangue, la piastrinopenia. Appena arrivato in Sicilia, ha estratto da un sacchetto di plastica la fotocopia di un certificato medico con la diagnosi della malattia del fratellino. Durante il viaggio, ha incrociato alcuni dei drammi dell’immigrazione. Al suo arrivo in Italia ha raccontato di aver visto, prima della partenza, giovani donne trascinate in un magazzino da dove tornavano in lacrime prima di salire sul barcone. Ha anche detto che durante la traversata non ha ricevuto cibo ma solo un sorso di acqua al giorno. Ahmed ha temuto di morire ma non ha mai perso la speranza di trovare dei medici disposti a curare il più piccolo dei suoi fratelli. Ha detto che il dolore più grande è stato quello di vedere Farid dover lasciare l’ospedale in Egitto perché il padre non aveva i soldi per pagare le cure. Ora sogna di poter giocare e correre insieme con il suo fratellino.

La vicenda  di Ahmed è stata riportata dai mezzi di informazione. Dopo aver letto la notizia, il prof. Marco Carini, direttore del Dipartimento oncologico dell’Ospedale Careggi di Firenze, si è subito attivato. Amedeo Lomonaco lo ha intervistato:
R – Leggendo questa notizia on-line la mattina sul computer, ho pensato che era una delle poche volte che leggendo una notizia così drammatica, un medico potesse fare qualcosa, mentre normalmente siamo impotenti davanti a tragedie che avvengono in mare. Conseguentemente, ho mandato un messaggio all’assessore alla Sanità della Regione Toscana. Ho chiesto di poter occuparci noi di questo bambino e della sua malattia, per poterlo curare adeguatamente.

D – Il fratellino di Ahmed, Farid, è affetto da una malattia del sangue …
R – La diagnosi di piastrinopenia è una diagnosi aspecifica. Per prima cosa, va capito quale sia la causa che ha portato a questa malattia. La piastrinopenia è una carenza di piastrine. Le piastrine sono elementi del sangue che servono a non far sanguinare, detto in termini molto semplici. Il trattamento va adeguato a seconda del tipo di patologia che ha causato questa piastrinopenia: potrebbe essere una cosa banale o una cosa più importante…

D – Da questa storia, comunque, emerge il coraggio di Ahmed, che non ha esitato a correre anche grandi rischi per salvare il fratellino …
R – Quello che mi ha colpito di più è stata la frase di Ahmed in cui dice che vuole continuare a giocare a pallone con il fratellino. Spera che la malattia si risolva e che Farid possa tornare a gioire della vita come tutte le persone sane.

La storia di Ahmed e quella del suo fratellino Farid hanno dunque trovato in Italia importanti risposte istituzionali. Ascoltiamo, al microfono di Amedeo Lomonaco, l’assessore al diritto alla salute della Regione Toscana, Stefania Saccardi:
R – Ho apprezzato questo straordinario gesto d’amore fatto dal piccolo Ahmed nei confronti del fratellino e mi è sembrato giusto rispondere dando la massima disponibilità d’accoglienza e dandogli una mano per prendersi cura del piccolo Farid. Abbiamo un grande ospedale pediatrico come il Meyer e abbiamo una rete di accoglienza gestita anche dalla Fondazione Tommasino Bacciotti che mette a disposizione degli appartamenti in modo assolutamente gratuito per le famiglie che hanno i bambini ricoverati al Meyer.

D – Sarà un’operazione, quella del trasferimento del piccolo Farid e – immagino anche della sua famiglia – abbastanza complessa. Farid ha una patologia molto particolare …
R – Di questo si occuperà il Ministero degli Esteri. Il presidente del Consiglio si è attivato immediatamente: appena saputo della disponibilità della Regione Toscana ad accogliere e curare il piccolo Farid, si è immediatamente attivato per far giungere Farid e la famiglia in Toscana. Quando il bambino sarà qui, sarà ricoverato presso l’ospedale Meyer e saranno fatti tutti gli accertamenti del caso.

D – Ahmed ha saputo di questa risposta da parte delle istituzioni italiane?
R – Penso di sì, perché già oggi o domani il Ministero degli Interni sta organizzando il trasferimento di Ahmed a Firenze, proprio per consentirgli – nel momento in cui arriveranno anche il fratellino e la madre – di riunirsi con la propria famiglia a Firenze.